La legge riguardo il monopattino elettrico – 2020

Negli ultimi mesi se ne vedono sempre di più in giro; sono i monopattini elettrici che sfrecciano nelle città non solo italiane ma di tutta Europa. Non inquinano e sono meno impegnativi delle moto. Nel momento in cui si acquista un mezzo del genere oppure si è sul punto di farlo, forse non si pensa a quale sia la normativa che ne regola la circolazione. Ma esiste una legge o una norma del Codice della Strada che regolamenta la circolazione con il monopattino elettrico in Italia? In questo articolo si scoprirà tutto quello che c’è da sapere sulle norme in materia di circolazione del monopattino elettrico omologato.

Come è cambiata la normativa sul monopattino elettrico

La novità del 2020 è che i monopattini elettrici, grazie al decreto del 1 Gennaio 2020, possono circolare liberamente poiché valutati al pari di comuni biciclette. Quindi, ovunque sia permesso circolare in bici è permesso anche ai monopattini elettrici.

Prima che venisse introdotta la nuova normativa sul monopattino elettrico non era possibile circolare in monopattino elettrico nelle strade cittadine, almeno facendo riferimento al Codice Stradale, in quanto nel corpo degli articoli che regolano i flussi di traffico automobilistico nelle città italiane non vi era un accenno puntuale a questi veicoli, che negli anni hanno subito un’evidente evoluzione tecnologica. I monopattini in passato erano alimentati con la sola forza motrice dei muscoli delle gambe; solo in seguito sono stati dotati di un motore elettrico. In base alla potenza di tale motore sono oggi classificati come ciclomotori oppure come acceleratori di velocità. Come avviene la classificazione?

I monopattini possono essere suddivisi in varie categorie:

  • acceleratori di andatura: si tratta dei monopattini elettrici che non superano la velocità di 6 Km/h;
  • ciclomotori: sono i monopattini che possono viaggiare a una velocità superiore ai 6 Km/h; dunque sono assimilabili ai ciclomotori dotati di due, tre o anche quattro ruote. I monopattini che hanno tale caratteristica dovranno essere omologati come le motociclette.

La differenza tra i due tipi di mezzi è abbastanza evidente: gli acceleratori di andatura possono circolare esclusivamente sui marciapiede, perché sono assimilabili a pedoni più che ai veicoli. I monopattini elettrici che viaggiano oltre i 6 Km/h, essendo assimilabili agli scooter, devono muoversi solo sulla carreggiata stradale, per non mettere a rischio l’incolumità dei pedoni.

Gli unici articoli del Codice che possono essere riferiti ai monopattini elettrici sono:

  • l’art. 46: che fa riferimento alla nozione di veicolo;
  • l’art. 190: il comma 8 è relativo al comportamento dei pedoni e prevede che la circolazione su tavole, pattini oppure acceleratori di andatura non è consentita sulla carreggiata stradale.

È proprio interpretando queste due norme che si evince come i monopattini elettrici, che non superano i 6 Km/h di velocità, non possano viaggiare su strada. Dall’estate 2019 tuttavia è stata introdotta una normativa che regolamenta l’uso del monopattino elettrico nei nostri centri, anche in virtù dell’esplosione del fenomeno. A disciplinare la materia è stato introdotto un emendamento della Legge di Bilancio 2019, in merito alla micro-mobilità elettrica, e il relativo decreto attuativo del MIT, che è entrato in vigore il 27 luglio del 2019, dopo essere stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 luglio. Si è affermata la decisione di provvedere a una fase di sperimentazione della micro-mobilità, una sperimentazione che ciascuna città italiana potrà introdurre entro un anno dall’entrata in vigore del decreto; la sperimentazione potrà durare da uno a due anni al massimo; i monopattini che circolano su strada potranno farlo solo nei centri abitati e a particolari condizioni che vedremo in seguito.

È prevista una potenza massima per i motori dei monopattini elettrici; infatti i mezzi di micro-mobilità dovranno disporre di un motore ad avviamento elettrico, con una potenza nominale massima che non superi i 500 watt.

Ma dove potranno circolare i monopattini?

Innanzitutto il decreto di fatto non liberalizza la loro circolazione su strada; significa che non è garantito il permesso di utilizzarlo dappertutto ma solo in determinati ambiti urbani, esclusivamente previa delibera del singolo Comune. Potranno circolare all’interno di:

  • aree pedonali;
  • piste ciclabili: in cosiddetta sede propria e su corsie riservate;
  • percorsi pedonali e ciclabili;
  • aree a velocità massima consentita pari a 30 Km/h;
  • strade su cui vige il limite di velocità massima di 30 Km/h.

C’è da aggiungere che la circolazione non è permessa neanche in tutte le aree sopra elencate, in quanto saranno i singoli Comuni a individuare le zone. Dunque potrà accadere che un monopattino elettrico non possa circolare su una strada a percorribilità massima di 30 Km/h perché il Comune non ha dato il via libera in quella determinata strada. Tuttavia, anche nel caso in cui il Comune abbia individuato l’area e dato il permesso alla circolazione, il monopattino non potrà circolare fino a quando lo stesso Comune non avrà predisposto una segnaletica stradale adeguata, ossia una segnaletica appositamente prevista per la micro-mobilità. Dunque l’unica certezza per l’utente è la presenza della segnaletica; in assenza di essa non vi potrà essere l’utilizzo del monopattino elettrico su strada.

Ad oggi non c’è una data di legalizzazione unitaria di tutta la micro-mobilità elettrica sul territorio italiano; la regolamentazione avverrà su singola decisione dei Comuni, quando gli stessi decideranno di effettuare gli investimenti per adeguare le strade. Contestualmente all’apposizione della segnaletica ogni Comune dovrà effettuare una campagna di informazione, in corrispondenza di tutte le infrastrutture di trasporto che sono destinate allo scambio modale: si tratta di stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e autostazioni.

Obblighi per chi circola in monopattino elettrico

I monopattini elettrici non potranno essere guidati, nei centri urbani, da tutti gli utenti ma solo da maggiorenni; i minorenni potranno condurli solo se in possesso della patente necessaria per guidare il motorino, ossia la patente AM. I guidatori di monopattino non potranno circolare con passeggeri o trainando carrelli o altri accessori.

Per quanto riguarda le dotazioni obbligatorie, i monopattini elettrici dovranno essere provvisti di segnalatore acustico e di accessori per l’illuminazione, che saranno obbligatori trenta minuti dopo il tramonto; saranno previsti anche durante il giorno giorno a seconda della situazione meteorologica, per esempio in presenza di nebbia. Nel caso in cui il mezzo sia privo di luce bianca o gialla, oppure di catarifrangenti rossi o di luce rossa fissa da apporre posteriormente, potrà essere condotto esclusivamente a mano. Se il monopattino elettrico circola sulle piste ciclabili, oppure sulla strada, il guidatore sarà obbligato a indossare il giubbotto retroriflettente ad alta visibilità, specialmente dopo il tramonto.

Tempistiche per l’introduzione dei monopattini elettrici

L’adeguamento non è uniforme; sicuramente alcuni Comuni si stanno già attivando per permettere la micro-mobilità, specialmente nei grandi centri come Milano dove il fenomeno è molto diffuso. La necessità di alleggerire il traffico è infatti molto pressante; per questo sono stati attivati servizi di sharing con alcuni partner, addirittura prima che entrasse in vigore il decreto attuativo della Legge di Bilancio 2019. Alcuni operatori del settore della micro-mobilità si sono detti disponibili a immettere monopattini elettrici nelle città italiane già nel mese di giugno; la sperimentazione potrebbe partire a breve in città come Rimini e Torino.

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